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Centro Polifunzionale Don Calabria
Area Sociale

SVAMDI

LA NUOVA SCHEDA SVAMDI

 

Ormai da due anni è stata introdotta nella prassi valutativa dei servizi per le persone con disabilità la Scheda di Valutazione Multidimensionale Disabili (SVaMDi).

A distanza di due anni, dopo una sperimentazione in 6 ULSS del Veneto, la Direzione Regionale ha presentato la nuova versione aggiornata della scheda, ed ha rilanciato un percorso formativo che permetta a tutte le AULSS di utilizzarla in modo adeguato e funzionale alla costruzione di un percorso di presa in carico.

Il nostro Centro Polifunzionale è protagonista, assieme all'Osservatorio Regionale sulla disabilità, della revisione della scheda e della progettazione e gestione di tale importante intervento formativo.

Per la definizione di un progetto di intervento educativo e riabilitativo è indispensabile fare riferimento al funzionamento del soggetto così come manifestato nel suo abituale ambiente di vita, tenendo conto sia delle limitazioni imposte dalle menomazioni, ma anche dei condizionamenti (in positivo o negativo) dell'ambiente.

Se si assume il presupposto di considerare solo le menomazioni per misurare la gravità e dunque, il bisogno assistenziale, la logica potrà essere principalmente risarcitoria.

Viceversa, in un'ottica inclusiva la valutazione è dell'individuo nel suo e con il suo ambiente rispetto a ciò che realmente fa indipendentemente da quello che è capace di fare.

La gravità sarà quindi una qualifica non solo della persona, ma anche dell'ambiente, in termini di barriera rispetto al funzionamento individuale.

Da questo punto di vista SVaMDi rappresenta uno strumento difficilmente sostituibile in quanto permette una lettura combinata di tutti i fattori che interagiscono per determinare il funzionamento di un individuo utilizzando un linguaggio (I.C.F.) universalmente condiviso.

Ma, se da una parte è fondamentale operare per promuovere la diffusione della cultura nei confronti della disabilità, introdotta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità con l'ICF, dall'altra è necessario coniugare tale ricchezza informativa e valutativa con la necessità di indirizzare e reperire le risorse necessarie per gestire gli interventi.

Non si tratta, in realtà, di due elementi in contraddizione, anzi; il modello adottato dalla Regione Veneto con SVaMDi parte proprio dall'assunto che una maggiore ricchezza informativa e valutativa sugli elementi che caratterizzano il funzionamento dell'individuo e dell'ambiente, ma soprattutto sulla loro interazione, possa permettere una migliore gestione delle risorse disponibili.

Una visione tarata solo sulle menomazioni, sulla quale si è costruita tutta l'architettura valutativa e "risarcitoria" del sistema dei servizi (e delle certificazioni), rischia infatti di soffermarsi solo sulle cause eziologiche di una condizione di disabilità non evidenziando le risorse già presenti (o potenziabili) nell'ambiente, che possono condizionare in modo determinante il funzionamento delle persone.

E' questo il nucleo centrale del presente progetto: transitare dalla valutazione degli elementi che caratterizzano il soggetto nella sua interazione con i Fattori ambientali (fatta utilizzando correttamente SVaMDi), alla definizione di un progetto di intervento finalizzato a migliorare o mantenere la qualità di vita di quel soggetto, in un'ottica ecologica di valorizzazione delle risorse già disponibili nel contesto di vita e di sostenibilità complessiva del sistema.

Su questo obiettivo principale si struttura l'architettura del percorso formativo che la Direzione regionale ha promosso per favorire la conoscenza e la diffusione della Scheda di Valutazione Multidimensionale Disabile SVaMDi sul territorio in modo da arrivare alla definizione dei profili di funzionamento e ad una progressiva rilettura e riclassificazione degli interventi in atto.